[Appunti e Spunti] Fuori fuoco: il soggetto che appare

April 24, 2017  •  Leave a Comment

Robert Frank

Nel 1954 realizzò una fotografia, a Hollywood, durante una prima cinematografica (foto seguente).

Robert Frank 1954Robert Frank 1954

William Klein

Nel 1955, un anno dopo Robert Frank, Klein realizzò una foto simile dal titolo Grande faccia, grandi bottoni (foto di seguito).

William Klein 1955William Klein 1955

Due foto, due fotografi, due anni diversi. Eppure le foto hanno delle caratteristiche comuni, peculiarità che per qualche motivo le rendono uniche.

Quando si inizia a fotografare, oppure si frequentano scuole di fotografia, generalmente si impara che per realizzare un buon ritratto occorre tener presente due elementi, indiscutibilmente necessari. Primo, che il soggetto sia in primo piano e perfettamente "a fuoco"(gli occhi dovrebbero essere posizionati sul piano di messa a fuoco), secondo, che lo sfondo non interferisca con il soggetto (generalmente ciò si ottiene diminuendo la profondità dio campa). Questa modo di "vedere" un immagine deriva addirittura dal Rinascimento: prende spunto dalla tecnica pittorica, collegandosi all'idea di prospettiva.

In queste due foto entrambi i fotografi hanno deciso che sarebbe stato più utile rompere uno schema classico: decisero di sfocare il soggetto in primo piano.

Sin dalla comparsa dei dagherrotipi gli artisti sono andati alla ricerca della dettaglio, della precisione, della nitidezza. Anche oggi acquistiamo fotocamere con una quantità di megapixel sproporzionata e schermi lcd che possono riprodurre una quantità di informazioni, a volte, maggiore a quella che una videocamera comune può catturare. La definizione netta e nitida dei contorni ancora oggi continua a essere una caratteristica che valutata importante. 

La domanda che dovremmo porci però è questa: "Che cosa racconta in realtà una fotografia con il soggetto sfocato?".

Prendendo spunto da quanto scrisse Marshal McLuhan riferendosi alle televisioni nel libro Gli strumenti del comunicare, una fotografia sfocata richiede una maggiore partecipazione di chi guarda. Il fruitore diventa maggiormente attivo e la fotografia acquista significato grazie alla presenza consapevole di chi la osserva con amore.

 


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Carmine Flamminio

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